Sneakers, Scarpe moda. Converse

| domenica 5 aprile 2009

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"Recession clothing" linea  di abbigliamento da repper -- LASTAMPA.it

| mercoledì 25 marzo 2009
MILANO
Il rapper Gue Pequeno dei Club Dogo e il writer Cano creano la prima linea di abbigliamento italiana nata dall’hip hop, si chiama "Recession clothing"e l’icona è una banconota da 500 euro.

In America, la moda dei rapper va oltre il fenomeno passeggero: l’ultimo uscito sul mercato è Snoop Dog con la sua Rich and Infamous, mentre l’apripista è stato Sean Diddy con la Phat Farm. Clamorosi i successi del Wu Tang Clan con la WU Wear e quello di Jay Z con la RocaWear (venduta nel 2006 per 150 milioni di dollari). All’appello non mancano Busta Rhymes con la linea Dangerous, LL Cool J con Hey Lover, 50 Cent con G Unit e Pharrell Williams che, forte del suo successo personale come uomo-immagine, vende alla grande la sua “Billionaire Boys Club”.

In Italia, la moda hip hop finora era limitata ad alcuni marchi di street-wear, legati a rapporti di collaborazione con vari rapper. I primi a passare dal merchandising alla moda sono i Club Dogo, freschi di firma con la Universal. «Eravamo stanchi di indossare creazioni altrui e abbiamo deciso di sfidare la crisi sia con una T-shirt che raffigura il grande oggetto del desiderio di oggi, una banconota da 500 euro - racconta Gue Pequeno - sia adottando un meccanismo di autoproduzione tipico dell’hip hop, che però non esclude un futuro passaggio industriale».

Coinvolgendo nel progetto colleghi come J Ax, Vacca e Vincenzo da Via Anfossi, testimonial della griffe, il rapper vuole dimostrare che «Recession non è solo una marca, ma un movimento che condivide lo stesso stile di vita e l’uso della creatività contro la crisi». La prima collezione, in edizione limitata, si compone di tre T-shirt in vendita su internet e sarà presentata con un dj set a base di rap il 21 marzo al Borderline di Milano.


LASTAMPA.it
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Moda Francese: Spacchi e squarci Parigi vede nudo

| martedì 24 marzo 2009
Da Chanel a Valentino: la pelle va esibita
Di giorno, sono severe, copertissime, imprigionate nei neri inchiostro. Di sera, diventano peccaminose. Spacchi e scolli salvano le donne dalla cupezza della crisi. Senza mezze misure. Da Chanel lo squarcio dell’abito da cocktail parte dal collo e finisce all’ombelico. Interrotto da una spanna di cucitura sul pube, si riapre dall’inguine all’orlo. Mentre da Valentino - disegnato da Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli - le essenziali toilette lunghe fino ai piedi hanno pannelli pizzicati su un fianco che scoprono la coscia fino all’attaccatura.

Ci vuole un fisico bestiale? Mica vero. Il fashion system ha imparato ad accettare anche le ciccione. In platea da Lagerfeld ecco le «Stanlio e Olio» della moda, la secca Kate Moss in giacca smoking, senza nulla sotto, saluta con un urletto Beth Ditto, l’ubertosa ventiseienne vocalist dei Gossip. Cento chili fasciati nello stretch, l’icona tatuatissima del mondo omosessuale (lesbica militante) si ispira nell’estetica a Miss Piggy, il maialino dei Muppet. Disinibita e strafottente posa anche nuda sulla copertina di «Love», il magazine dell’Herald Tribune. Le due «prezzemoline» delle sfilate, stasera saranno ospiti da «Fendi ‘0». La discoteca itinerante ricostruita al Vip Room Theatre di rue de Rivoli, dove la Ditto presenterà in anteprima mondiale il suo prossimo album con un concerto per 800 ospiti. Fra cui Lapo Elkann, Bianca Brandolini, Delfina Delettrez, Dasha Zhukova e Julie Depardieu.

Magre o grasse poco importa, sulla passerella dalla doppia «C» certe modelle con i fusò di lana pink hanno gambe più che ben tornite. Il kaiser della moda vede la vita in bianco e nero: abiti, tailleur e mantelli scuri sono accessoriati da polsi a jabot e gorgere candide, togli e metti come i Play Mobile. In testa un cappello a paglietta, qua e là pennellate di rosa e verde speranza (colore molto in auge). Borse? Una, trasparente con scomparti a blister per passare il metal detector senza problemi e trovare in un amen quel che serve (i compratori l’hanno ordinata a manetta). Scarpe? Iperboliche con tacchi interrotti da un anello centrale, slanciano le gambe incorniciate da spacchi a portafoglio, fatti per schiudersi continuamente.

Altro «accessorio», l’uomo oggetto, rappresentato da quattro boys «chanellosi». Il logo resta solo sui bottoni. La parola d’ordine è semplificare, ripulire per vendere. La prendono alla lettera Chiuri e Piccioli restituendo un Valentino minimal, grafico e scolpito. «Un distillato della griffe, senza fiocchi, volant e ruches. Il glamour della maison sta negli abiti dalla modernità rilassata, non nella vita che facciamo noi», dicono i due stilisti che ieri hanno debuttato con il pr^et à porter al Museo dell’Architettura. Location difficile, troppo illuminata, che toglie l’atmosfera magica tipica dei defilè Valentino. Lui è a New York per il lancio nelle sale del film biografico «The last emperor». Bruce Hoeksema (intimo dell’ex clan Valentino) descriverà al sarto le mantelle in visone turchese degradè, le rigide borse duplex in serpente, gli abiti smeraldo solcati da quegli spacchi killer. E gli riferirà anche dell’assoluta mancanza di rosso. La femminilità è nascosta ma strisciante sulle pedane parigine. Trapela da porzioni di pelle esibita, da micro dettagli, come i cuori incatenati che spiccano sulle calzature di Roger Vivier.
LASTAMPA.it

Moda Francese

TuttoSposi a Napoli fino al 25 gennaio

| martedì 20 gennaio 2009

NAPOLI (18 gennaio) - Oltre 30.000 visitatori è il bilancio del primo fine settimana di «TuttoSposi», la manifestazione che sarà a Napoli fino al 25 gennaio. Napoli resta quindi indiscussa capitale della moda sposa e di tutto il comparto legato all'evento nozze, con i suoi 35.000 matrimoni l'anno (250.000 celebrati nell'intero paese).
Coppie promesse e non solo, hanno riempito nel corso del fine settimana i sei padiglioni che ospitano gli oltre 350 espositori, con un'offerta che va dall'abito alla luna di miele, bomboniere, confetti o addobbi floreali. Madrina dell'edizione 2009 è l'ex miss Italia Cristina Chiabotto.
Vestito attillato bianco, la Chiabotto si è presentata così al taglio del nastro che ha dato ufficialmente il via alla kermesse, al suo fianco c’era Lino Ferrara, mente e braccio di TuttoSposi.
L’alto numero di presenza conferma, ancora un avolta, Napoli capitale della moda sposa e di tutto il comparto legato all’evento nozze, d’altra parte in città si celebrano 35mila matrimoni l’anno. La ventesima edizione di TussoSposi propone il top del momento in fatto di abiti, servizi fotografici, catering, tucco&parrucco e tutto ciò che ruota intorno al fatidico giorno del sì.
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Gli abiti di Molaro sfilano alla Reggia di Caserta

| lunedì 19 gennaio 2009
* Beschreibung: Der bourbonische Königspalast ...Image via WikipediaCASERTA. Grande attesa per il “White Fashion Show”, esclusivo evento firmato by Gianni Molaro. Domenica 25 gennaio, dalle ore 19.30, nell’incantevole Reggia di Caserta, sfilerà la nuova collezione di abiti per la sposa dello stilista-artista napoletano.


Numerosi personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport saranno presenti allo show case: Maurizio Ajello, Caterina Balivo, Alessandro Cecchi Paone, Amanda Lear, Loredana Lecciso, Pino Maddaloni, Lele Mora, Marina Ripa di Meana, Clemente Russo, Ilona Staller, la squadra di calcio del Napoli e molti altri. Sarà il campione olimpico Russo ad aprire la sfilata. Trenta bellissime modelle, una per ogni creazione, indosseranno le la nuova collezione per la sposa 2009 firmata Gianni Molaro. Abbandonata la classica concezione dell’abito ampio, lo stilista lascia spazio a linee morbide che scivolano e avvolgono la figura femminile. Scollature profonde, linee suadenti, tanti ricami e drappeggi. E piume dipinte a mano direttamente su stoffa. Sceglie come colori l’avorio e il bianco ma anche un tocco di oro per stupire. Sarà proprio Molaro a chiudere la passerella presentando, con una particolare e curiosa performance, un esclusivo abito-scultura. Un’eccezionale e imponente scenografia farà da sfondo alla serata. Sarà, infatti, il vestibolo della Reggia vanvitelliana, la parte più monumentale e sfarzosa della splendida dimora del re Carlo III di Borbone ad ospitare l’atteso evento. Ancora una volta, la cifra stilistica di questo estroso artista sarà la protagonista di questa serata da non perdere.

Pupia.TV
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Dolce e Gabbana "Gli uomini? Li faremo pregare in ginocchio"

| martedì 13 gennaio 2009
Gli stilisti annunciano la prossima campagna choc "Ci accuseranno di offendere la religione"

MILANO
Lavorano no stop, giusto una pausa panino e caffè all’ora di pranzo. D’altronde fra qualche giorno cominciano le sfilate maschili a Milano e loro due sono totalmente assorbiti da casting, prove, ritocchi alla collezione (in calendario il 17 gennaio). Ma un po’ di tempo per chiacchierare e raccontarsi Stefano Gabbana e Domenico Dolce lo trovano sempre. E, come accade da oltre vent’anni, parlano insieme, uno comincia il discorso e l’altro lo completa. In un travaso continuo di idee e battute. Si comincia dal tema di stagione, la moda uomo. «Ormai rappresenta il 50 per cento del fatturato del marchio, è diventata importante quanto quella femminile. Questo perché gli uomini sono cambiati tantissimo. Oggi sono più liberi, non hanno paura di essere giudicati. Entrano nei negozi e scelgono da soli, senza bisogno di consigli. Non è più come una volta che i capi griffati erano per gay e persone stravaganti. A sdoganarli sono stati gli sportivi, calciatori e non solo, traducendo i trend con un linguaggio popolare. Il primo che ha cominciato a osare è stato David Beckham con l’orecchino, un taglio di capelli diverso, l’uso dei colori... E poi via sono arrivati gli altri. Noi abbiamo vestito il Milan, la nazionale di rugby e beach soccer... Lo sport ci è sempre piaciuto. Io vado in palestra, ho dovuto smettere la boxe perché avevo male alle mani, ma adesso la riprendo; Domenico è impallinato con il calcio e la Formula Uno».
Moda Italia
Napoli moda

Cade da impalcatura, grave operaio

| giovedì 18 dicembre 2008
Cade da impalcatura, grave operaio
SAVIANO - Erano all’incirca le 11 di stamattina quando un operaio 55enne, Gerardo Li Santo, nato a Buccino ma residente a Saviano, è caduto da una impalcatura mentre svolgeva lavori in una stanza di Palazzo Caravita a Sirignano. Un volo di tre metri a seguito del quale l’uomo ha riportato numerosi traumi ed una ferita alla testa. Ha perso conoscenza. Immediatamente soccorso da una ambulanza del 118, è stato dapprima portato all’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola, ed in seguito trasferito al nosocomio San Leonardo di Salerno. E’ tenuto in coma, ed i sanitari non sciolgono ancora la prognosi. Operaio per una ditta di Saviano, stava svolgendo da alcune settimane lavori di ristrutturazione e riqualificazione di quella che fu la dimora del principe Caravita, meta per molti anni anche del famoso Pupetto, noto per la sua fama di viveur. Il palazzo oggi appartiene al Comune di Sirignano, dopo un lungo contenzioso coi Caravita. Sul posto hanno svolto gli accertamenti del caso i carabinieri della compagnia di Baiano, guidati dal capitano Iacuzio.
di redazione 17/12/2008
Anno I Numero 97
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